Convenzione tra il comune di Settimo Vittone e il FAI - Fondo Ambiente Italiano - per la valorizzazione , la promozione e la pubblica fruizione del complesso monumentale di "San Lorenzo".

Settimo Vittone

Il complesso monumentale di San Lorenzo

La chiesa di San Lorenzo

Visita esterna del battistero

Visita esterna della chiesa di San Lorenzo

Interno del complesso monumentale

Lato Ovest

Lato Nord

Lato Sud

Cappella Avogadro

Area presbiteriale

Manica di raccordo

Interno del battistero

Video San Lorenzo

Orario Visite

Ringraziamenti

Come raggiungere la pieve

Cappella Avogadro

La cappella destra (5a), è chiamata CAPPELLA AVOGADRO dal nome del donatore Pievano Giovanni Martino Avogadro di Casanova, che nel 1480 rinunciò alla pievania in favore di Giacomo, della stessa stirpe (Bertolotti). Sui muri, come risvolto laterale all'entrata della cappella, sono dipinte le armi degli Avogadro: leone nascente d'oro ornato e linguato di rosso.
In alto sull'arco di entrata l'ANGELO ANNUNCIANTE e la VERGINE, nel centro DIO PADRE. Sull'intradosso della volta a botte, la mandorla con il CRISTO tra i quattro SIMBOLI degli EVANGELISTI , sulla parete di fronte, sopra alla finestra, la mezza figura del CRISTO al SEPOLCRO, sorretto dalla Madre, come Imago Pietatis.

Sotto, da un lato S. LORENZO, titolare della Chiesa, e S.MARTINO che divide il mantello. Sulla parete sinistra ancora S. LORENZO che presenta il Donatore (la figura sembra strappata, ne rimane una traccia come fosse una sinopia), la MADONNA IN TRONO con il BAMBINO, e ANGELI musicanti.

Sulla parete destra, S. MARTA, S. LUCIA e S. CATERINA D'ALESSANDRIA con i loro attributi: il paniere, gli occhi, la corona e il libro. Sulle cornici dei riquadri, decorazioni a stampino o a rullo, interrotte, manchevoli, di epoca ignota. Molto vari i giudizi dei critici sulla validità artistica di questi affreschi, venendovi riconosciuti influssi stilistici diversi: dalla conoscenza della lezione di Piero della Francesca, all'influenza dell'area franco-provenzale, a quella di G. Martino Spanzotti attivo ad Ivrea in quegli anni, ma concordemente datati alla fine del '400, inizio '500.