Convenzione tra il comune di Settimo Vittone e il FAI - Fondo Ambiente Italiano - per la valorizzazione , la promozione e la pubblica fruizione del complesso monumentale di "San Lorenzo".

Settimo Vittone

Il complesso monumentale di San Lorenzo

La chiesa di San Lorenzo

Visita esterna del battistero

Visita esterna della chiesa di San Lorenzo

Interno del complesso monumentale

Lato Ovest

Lato Nord

Lato Sud

Cappella Avogadro

Area presbiteriale

Manica di raccordo

Interno del battistero

Video San Lorenzo

Orario Visite

Ringraziamenti

Come raggiungere la pieve


Area presbiteriale

Sul fianco destro, partendo dallo stipite: s'indovina un ANGELO ANNUNCIANTE parzialmente coperto dal velario alla base dello stemma quattrocentesco della famiglia Avogadro, poi una VERGINE ANNUNCIATA avvolta da un manto rosso che ascolta stupita il messaggio angelico. Seguono quattro SANTI di incerta identificazione, per la mancanza di attributi significativi eccetto la palma del martirio. Due sono giovani domenicani che sembrano assistere il terzo santo, imberbe, con corona e ricchissime vesti bordate di ermellino (un re?). Il quarto santo, il più vicino all'altare, è un giovane diacono con una ricca dalmatica decorata come la veste del re: probabilmente S. LORENZO, visto che si trova cosi vicino all'altare della chiesa a lui intitolata. Queste figure devono ascriversi ad un maestro locale di non altissima levatura, che però conobbe e tentò di imitare, limitandosi agli effetti più decorativi dell'ornato delle stoffe, e rimanendo ancora ingabbiato in un arcaico grafismo, il più nobile "Maestro di Oropa", la cui mano si è potuta riconoscere in un affresco del deambulatorio del Duomo di Ivrea. Il "manicottolo" dell'angelo annunciante è un dato esterno, un elemento di moda, che data al 1330 circa questo ciclo di pitture (primo ciclo trecentesco).

Abside quadra (5), a destra: vano creato da un arcone sorretto, da un lato, da una colonnina appoggiata al muro, con capitello a stampella. Questo vano dotato di nicchia tabernacolo, era adibito ad usi liturgici, e presenta una decorazione incisa e colorata di tipo romanico, sulla ghiera dell'arco. Sulla parete sinistra: sono raffigurati un APOSTOLO benedicente, che doveva essere a figura intera, e un DONATORE inginocchiato ai suoi piedi, un uomo giovane, imberbe, con i capelli corti, di vesti eleganti come testimoniato dal particolare dei bottoncini dei polsini della camicia. Questo affresco appartiene al secondo ciclo trecentesco: <<...di qualità veramente sorprendente. Le proporzioni delle figure sono ben equilibrate, i colori pastosi e sfumati, il disegno delicato e morbido con punte di estrema finezza esecutiva nella descrizione dei volti dei personaggi (e la cura nella resa della fisionomia del donatore è tale da farci pensare di essere in presenza di un suo fedele ritratto).Questa seconda campagna decorativa sulla parete di S. Lorenzo dovrebbe collocarsi tra il 1350 e il 1360: si tratta di un intervento di alto livello, diretto da un pittore di spiccata personalità, che ha precocemente assimilato la lezione padana di Giotto. ...non si nota nessun arcaismo nel linguaggio colto ed aristocratico che rimane un unicum in zona eporediese, in quanto l'autore di questi affreschi non sembra avere lasciato altre tracce del suo passaggio. >> (G. Saroni).

Il S. SEBASTIANO (mutilo) della scena vicina è più tardo (l'intonaco sale sopra al riquadro precedente), e di qualità inferiore, fa parte del terzo ciclo di affreschi (c. 1390), come la Madonna in trono del lato sud e il martirio di S. Lorenzo del lato Nord (cfr. le figurine degli armigeri).